
Recentemente sono stati approvati i finanziamenti per gli interventi di bonifica degli edifici pubblici ancora contaminati dall’amianto. Secondo i dati riportati dal Ministero per l’Ambiente, i comuni italiani interessati sarebbero oltre un centinaio per un totale di circa 140 progetti già approvati.
La notizia è davvero importante, soprattutto se si considera che l’amianto è ancora un problema reale per moltissimi paesi. Smaltire le costruzioni e i manufatti che sono stati prodotti dagli anni ’40 ad oggi sfruttando questo minerale, è un’impresa che richiede tempo, denaro e strumenti appropriati, per questo l’arrivo di sovvenzioni così cospicue è stato accolto con gioia ed entusiasmo.
Il Ministro per l’Ambiente, Sergio Costa, ha comunicato l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della graduatoria dei progetti accettati che potranno godere dei finanziamenti destinati agli interventi di bonifica, sottolineando che il totale delle sovvenzioni ammonta a 870 mila euro.
I soldi verranno investiti per il recupero e la messa in sicurezza di tutte quelle strutture pubbliche (fra cui scuole, ospedali, biblioteche, eccetera) che ancora oggi presentano un rischio per la salute dei cittadini. Il Ministro ha tenuto a precisare che si tratta solo della prima tornata di interventi, lasciando intendere che in futuro sono previsti ulteriori stanziamenti.
La lotta contro l’amianto sembra dunque essere ancora in pieno svolgimento e ci si può solo augurare che continui così fino al raggiungimento di un’epurazione totale di questo pericoloso materiale cancerogeno.
I finanziamenti per la bonifica dell’amianto interesseranno moltissimi edifici pubblici. Fra questi l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), ha identificato 2400 scuole, 1000 biblioteche e 250 ospedali. Si tratta di cifre importanti che evidenziano come il rischio di contaminazione sia tutt’ora elevato, soprattutto per le persone più indifese come studenti, malati e anziani.
Stando alle stime dell’ente, sono infatti ancora 40 milioni le tonnellate di amianto presenti negli edifici italiani, sia sotto forma di manufatti che di Eternit (frutto della miscelazione di cemento e amianto molto utilizzato nella fabbricazione di coperture per i tetti).
Gli esperti consigliano dunque di fare molta attenzione, principalmente quando si eseguono lavori di ristrutturazione in case o edifici costruiti fra gli anni ’40 e ’90. Il pericoloso minerale può annidarsi dietro le pareti, in una canna fumaria o nelle tubature, è bene quindi rivolgersi sempre ad esperti del settore per interventi appropriati e sicuri.