
Uno strano fenomeno sta interessando la Giustizia italiana e la cosa sconcertante è che riguarda le sentenze sulle morti per amianto emesse dalla Corte di Cassazione. L’ultimo grado di giudizio è quell’entità che ha la parola finale su un processo, ma è assurdo che sezioni differenti della stessa figura istituzionale possano arrivare ad interpretare la legge in maniera totalmente opposta.
L’ultimo eclatante caso della suddetta disparità lo si è potuto osservare lo scorso 20 dicembre, quando la IV Sezione della Cassazione ha assolto i responsabili accusati per le morti degli operai al Teatro La Scala di Milano. 10 famiglie che non potranno più ottenere giustizia, né un equo risarcimento per la perdita di un loro congiunto.
Il che risulta ancora più assurdo se si pensa che nello stesso periodo altre due sentenze sulle morti da amianto sono giunte a una risoluzione, questa volta da parte della III Sezione della Cassazione. I casi specifici sono quelli inerenti agli operai deceduti all’ILVA di Taranto (che ha subito una condanna il 15 dicembre scorso), e i membri della Marina Militare (che hanno finalmente ottenuto giustizia il 16 dicembre).
Due pesi e due misure, insomma, che lasciano l’amaro in bocca, sia ai familiari delle vittime, sia ai legali di Medicina Democratica e AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) che in ogni uno dei suddetti processi si sono costituiti parte civile. Un Natale triste, che dimostra quanto ancora ci sia da fare per tutelare coloro che hanno visto le proprie vite rovinate dal pericoloso minerale edile.
Dopo la controversa sentenza del 20 dicembre, i membri delle due associazioni sopra citate hanno deciso di avanzare una proposta al Governo che prevede l’assegnazione esclusiva dei casi inerenti alle morti da amianto alla III Sezione della Suprema Corte di Cassazione.
I due enti, in collaborazione con altri organismi scientifici, hanno inoltre annunciato che, a breve, verrà pubblicato un dossier esaustivo che spieghi nel dettaglio le motivazioni dietro questa proposta. Lo scopo è quello di garantire sentenze sulle morti da amianto più eque e rispettose delle vittime, oltre a tempistiche più ristrette per tutti i procedimenti legali legati a questa terribile realtà.