Corsi sull'amianto nelle scuole: il caso del Comune di Ravenna
20 Febbraio 2019
Nell’ambito della
lotta ai danni dell’asbesto e dello sviluppo di una consapevolezza adeguata della sua pericolosità, è degna di nota l’iniziativa del Comune di Ravenna che, in collaborazione con gli istituti superiori della città e con l’associazione AFeVA (Associazione Famigliari Vittime Amianto Onlus), ha organizzato dei
corsi sull’amianto nelle scuole. Gli incontri sono partiti nel mese di gennaio.
Morti per amianto: il picco tra il 2020 e il 2030
Secondo il referente nazionale di AFeVA Idilio Galeotti, i corsi sull’amianto nelle scuole rappresentano un dovere civico nei confronti delle nuove generazioni. Galeotti ha inoltre ricordato che il picco delle morti causate dall’esposizione all’amianto sui luoghi di lavoro si avrà più o meno tra il 2020 e il 2030.
Ha sottolineato anche che, sulla base dei dati forniti dal Registro Nazionale Mesoteliomi, sono in aumento i soggetti con patologie derivanti da danni ambientali. In poche parole: si ammalano a causa dell’amianto pure le persone che non sono mai state esposte sui luoghi di lavoro.
A suo avviso, per affrontare tutto questo è fondamentale lavorare sulla strada dell’informazione, facendo emergere le problematiche in corso e fronteggiandole attraverso un monitoraggio del territorio. Fondamentale secondo il suo punto di vista sono ovviamente le procedure di rimozione e smaltimento dell’amianto, che ha definito un segno di rispetto nei confronti delle persone che si sono ammalate e delle loro famiglie.
Corsi nelle scuole: un’occasione di confronto con i più giovani
Come dichiarato da Galeotti stesso, i corsi sull’amianto nelle scuole nascono con la finalità di confrontarsi con i più giovani, fornendo loro informazioni importanti anche in vista del prossimo ingresso nel mondo del lavoro.
I percorsi in questione, che andranno avanti fino al mese di marzo, hanno coinvolto inizialmente cinque istituti superiori della città, ai quali si sono poi aggiunte altre realtà scolastiche. Secondo il portavoce di AFeVA, la speranza è di creare nei giovani che stanno ancora studiando un senso di rispetto nei confronti dell’ambiente in cui vivono e in cui presto lavoreranno.
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