Normativa per lo smaltimento dell’amianto: obblighi e sanzioni

La normativa per lo smaltimento dell'amianto varia da paese a paese, ma in generale tende ad essere regolamentata in modo rigoroso a causa dei pericoli per la salute umana e l'ambiente associati a tale materiale edile vietato dal 1992.

 

I principi cardine per una gestione sicura dell’amianto

Fermo restando che la normativa per lo smaltimento dell’amianto è differente in ogni nazione, risulta interessante constatare come vi siano sempre dei punti in comune che ritornano periodicamente nei diversi testi di legge. Ciò implica quanto sia cruciale approcciarsi alla gestione dell’asbesto in maniera attenta e professionale, onde evitare di correre rischi inutili. Ecco i punti più importanti:

  1. smaltimento sicuro: La maggior parte dei paesi richiede che il processo di smaltimento dell'amianto sia eseguito in modo sicuro e conforme a norme specifiche. Questo di solito implica l'uso di aziende specializzate e autorizzate che seguono procedure rigorose per proteggere i lavoratori e prevenire la dispersione di fibre di amianto nell'ambiente;
  2. registrazione e notifica: In molte giurisdizioni, è necessario registrare e notificare le autorità competenti prima di iniziare un progetto di rimozione dell'amianto. Questo consente alle autorità di monitorare e regolamentare il processo;
  3. imballaggio e trasporto: L'amianto deve essere correttamente imballato e trasportato in modo sicuro per prevenire la dispersione di fibre. Ci possono essere requisiti specifici riguardo al tipo di contenitori e alle precauzioni durante il trasporto;
  4. rifiuti pericolosi: L'amianto è considerato un rifiuto pericoloso in molte giurisdizioni. Ciò significa che deve essere smaltito in siti di smaltimento rifiuti specializzati e autorizzati, seguendo procedure rigorose.

 

Sanzioni per chi non rispetta la normativa sullo smaltimento dell’amianto in Italia

In Italia la normativa sullo smaltimento dell’amianto è piuttosto rigida e obbliga i proprietari di artefatti che lo contengono a disfarsene seguendo le modalità previste dalla legge. Infrangere queste regole può portare a sanzioni davvero pesanti che variano a seconda della gravità del reato commesso. Tra le principali punizioni riservate ai trasgressori c’è quella pecuniaria, nello specifico:

  • da € 3.615,20 a € 18.075,99 se il proprietario non provvede a compilare la documentazione idonea, ad individuare le misure di sicurezza adeguate e a informare gli eventuali occupanti dell’edificio;
  • da € 2.582,28 a € 5.164,56 in caso di mancato monitoraggio costante tramite l’ausilio di un tecnico specializzato per artefatti interessati da corrosione o costituiti da materiale friabile.




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