CONTRIBUTI SMALTIMENTO AMIANTO

Articolo inserito il 14/01/2015

Nell'ambito della battaglia contro l'amianto, dichiarato emergenza ambientale del paese, portata avanti da associazioni di categorie, vittime ed esponenti politici arriva una buona notizia: l'estensione dell'ecobonus al 65 % per gli interventi di rimozione e bonifica delle coperture in amianto degli edifici esistenti. La legge ha già ottenuto l'approvazione alla Camera e dovrebbe arrivare anche quella al Senato ed include anche la proroga delle detrazioni del 65% per le ristrutturazioni edilizie ed l'efficienza energetica degli edifici e delle detrazioni del 50% sulla ristrutturazione edilizia. Dopo tutto l'emergenza amianto è un problema grave a livello internazionale dato che, nonostante vari processi e condanne, è un materiale che viene ancora lavorato in alcuni paesi dell'America Latina.

La sentenza Eternit arrivata il mese scorso con l'assoluzione per prescrizione del reato è stato solo l'ennesimo capitolo di una lotta che dura da oltre venti anni nel nostro paese, dove la presenza di amianto negli edifici è spaventosa: trentadue milioni di tonnellate in tutto il territorio nazionale e oltre trentaquattro mila siti ancora da bonificare tra edifici pubblici e privati, cave, reti idriche, ex siti industriali, con costi molto spesso insostenibili per i privati cittadini. Ad oggi si contano 1600 vittime ogni anno e si stimano circa 25 mila vittime entro il 2025, quando si prevede il picco della malattia. Una diffusione così capillare nel nostro paese è data anche, secondo quanto raccontato da ex operai, dalle politiche adottate all'epoca dell'attività dello stabilimento Eternit a Casale Monferrato, quando venivano offerti sacchi contenenti polvere di amianto e coperture varie incluse lastre di cemento contenente amianto agli operai per svolgere lavori domestici e piccole ristrutturazioni.

La nuova legge infine estende la detrazione del 65% alle stesse condizioni previste sino ad oggi anche alle schermature solari con un tetto di 60 mila euro, agli impianti di riscaldamento alimentati a biomasse combustibili con un tetto di 30 mila euro ed agli interventi per la messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zone ad alto rischio con un tetto massimo di 96 mila euro.
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